Patto Pianura

Cosa è emerso dal tavolo agroalimentare

Il 18 giugno 2025, presso la sede municipale di Rolo si è tenuta la prima sessione del quinto dei sei tavoli tecnici del Patto Pianura, dedicato all’agricoltura e all’agro-alimentare. Al tavolo hanno partecipato i referenti del mondo agricolo, istituzioni della formazione, agenzie impegnate nella gestione dell’infrastrutturazione agricola (irrigazione e bonifica), agenzie della ricerca e della formazione professionale e referenti delle politiche agricole regionali, oltre a funzionari di Unindustria.

Dal confronto sono emerse le seguenti criticità

Politiche agricole europee

  • Diminuzione del peso delle politiche agricole nel bilancio UE (dal 70% a circa il 30%).
  • Rischio di disimpegno e percezione negativa da parte dell’opinione pubblica.

Andamento settoriale

  • La filiera del Parmigiano Reggiano è attualmente solida e redditizia.
  • Altre colture tipiche (es. lambrusco, cocomero, zucca) sono in difficoltà, in particolare il settore vitivinicolo delle piccole aziende familiari.

Fattori strutturali

  • Elevata fertilità dei suoli padani (2–7% sostanza organica contro 1% europeo).
  • Demografia critica: problemi di ricambio generazionale e crescente dipendenza da lavoratori stranieri.
  • Dimezzamento delle aziende agricole negli ultimi 20 anni, senza calo della produzione.

Sfide ambientali e climatiche

  • Impatti del cambiamento climatico: eventi estremi, danni alle colture e necessità di adattamento.
  • Crescita delle superfici impermeabilizzate e criticità idrauliche dovute all’urbanizzazione.

Economia agricola

  • Marginalità economica del settore a fronte di forte patrimonializzazione (terra come bene rifugio).
  • Costi in aumento e difficoltà a individuare soluzioni locali efficaci.
  • Politiche energetiche e incertezze globali complicano la pianificazione.

Burocrazia e regolazione europea

  • Le rappresentanze di categoria denunciano eccessivi oneri burocratici.
  • Le politiche di sostenibilità ambientale sono percepite come uno svantaggio competitivo rispetto a paesi extra-UE meno regolamentati.

Come sempre si è ragionato anche sugli aspetti strategici e sulle opportunità:

  • Critica alla crescente destinazione del secondo pilastro PAC (sviluppo rurale) verso attori extra-agricoli.
  • Interesse a sviluppare servizi collegati all’agricoltura di qualità (es. accoglienza e ospitalità).
  • Valorizzazione delle esternalità positive del lavoro agricolo (es. tutela del paesaggio, sicurezza idraulica).
  • Il Consorzio di Bonifica sta intervenendo con opere infrastrutturali (es. casse di espansione) per fronteggiare le sfide idrauliche e ambientali.

In conclusione, il tavolo ha offerto un’analisi condivisa del sistema agroalimentare reggiano, evidenziando fragilità strutturali, pressioni ambientali e sfide politiche, ma anche potenzialità da valorizzare attraverso un approccio integrato e territoriale.

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