Patto Pianura

Nel terzo tavolo si è parlato di salute e welfare

Il 5 giugno scorso, presso la sede municipale di Luzzara, si è tenuta la prima sessione del terzo tavolo di lavoro del Patto Pianura, relativo a salute e al welfareIn questa occasione hanno partecipato i referenti del mondo sanitario e socio-assistenziale della Pianura reggiana: Dirigenti dei Distretti Sanitari, Dirigenti degli Uffici di Piano delle Unioni, esponenti dell’Associazionismo e del Terzo Settore, oltre a funzionari di Unindustria. Dal confronto sono emersi i seguenti punti chiave:

Trasformazione della domanda sociale

  • Invecchiamento della popolazione: aumento degli anziani, spostamento dell’età critica da 65 a 75 anni.
  • Crescita della disabilità adulta/anziana: maggiore attenzione al “dopo di noi”.
  • Emergenza neuro-diversità (autismo, ADHD): crescente impatto tra i giovani, bisogno di migliore integrazione tra sistema sanitario e scolastico.

Criticità dell’offerta socio-sanitaria

  • Carenza di personale qualificato (medici, OSS, infermieri).
    • Effetti post-Covid: drastico calo delle candidature.
    • Alti tassi di rinuncia post-assunzione (~30%).
  • Crisi culturale e motivazionale:
    • Lavoro weekend e turni penalizzano la qualità della vita.
    • Difficoltà di inserimento per donne straniere, per ostacoli culturali.
  • Barriere logistiche e territoriali:
    • Carenza di alloggi in affitto.
    • Trasporti pubblici inadeguati, centrati sul capoluogo.

Fattori positivi

  • Forte capitale sociale:
    • Rete attiva di volontariato e associazionismo.
    • Collaborazione tra Terzo Settore e imprese.
    • Ricambio generazionale nel volontariato non critico al momento.

Limiti strutturali

  • Mancanza di strutture residenziali per minori e disabili.
  • Saturazione delle strutture per anziani, che limita i ricoveri di sollievo.
  • Difficoltà nell’attuare il DM 77 (riforma medicina territoriale):
    • Esempio: l’introduzione dell’infermiere di comunità è avvenuta a scapito di altri servizi.

Rigidità del sistema socio-sanitario

  • Obsolescenza dei meccanismi di accreditamento.
  • Sovrapposizione normativa: norme frammentate e poco integrate.
  • Scarsa flessibilità e difficoltà di sperimentazione nei servizi.

Problemi di governance

  • Frammentazione gestionale: servizi divisi tra comuni e unioni.
  • Richiesta maggiore coordinamento tra unità operative.

In conclusione, il sistema socio-sanitario della Pianura Reggiana affronta sfide demografiche, organizzative e culturali, ma può contare su un forte tessuto sociale e collaborativo. Serve un approccio integrato e più flessibile per adattarsi alla nuova domanda e superare le rigidità del sistema.

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