Patto Pianura

Cosa è successo nell’incontro di condivisione di metà percorso

Nella splendida cornice della sala dei Giganti di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri, lo scorso 17 novembre ha avuto luogo l’evento pubblico che ha illustrato il lavoro svolto dai sei tavoli tecnici costituiti nell’ambito del progetto Patto per la pianura.

Hanno partecipato i Sindaci dei 15 Comuni sottoscrittori del Patto, Assessori e Consiglieri di alcune Amministrazioni comunali, Associazioni, Organizzazioni Sindacali e privati cittadini.

Ai saluti del Sindaco di Gualtieri, Federico Carnevali, ha fatto seguito l’intervento il coordinatore scientifico del Patto, Giampiero Lupatelli che, dopo aver portato i saluti del referente della Regione Emilia-Romagna, Roberto Righetti impossibilitato a presenziare, ha introdotto i lavori e gli interventi dei referenti dei tavoli tecnici.

L’evento è stato pensato per dar modo ai vari portatori di interesse e ai cittadini, di avere un primo momento informativo sul lavoro intrapreso nell’ambito del Patto per la pianura, e sulle traiettorie progettuali tracciate, in vista della seconda fase più operativa e strategica che vedrà coinvolti direttamente la Cabina di Regia, i Sindaci firmatari e la Regione Emilia-Romagna, nella persona del Vicepresidente Vincenzo Colla.

Nell’arco della serata si sono susseguiti i seguenti interventi:

per il tavolo Education, Stefania Guidarini direttrice Centro Studio e Lavoro La Cremeria.

L’educazione è considerata un’infrastruttura di sviluppo territoriale che connette scuole, imprese e istituzioni. L’analisi ha evidenziato punti di forza e criticità come dispersione scolastica, divario di genere e carenza di orientamento. Le azioni operative includono orientamento continuo, didattica laboratoriale e competenze trasversali; quelle strategiche puntano su inclusione, Academy tecnica e empowerment femminile. Si propone il potenziamento dei laboratori e una governance coordinata della formazione. Il tavolo mira a trasformare idee in progetti concreti, investendo nell’educazione come motore di competitività e coesione sociale.

Per il tavolo Salute e welfare, Roberta Riccò Direttrice Distretto sanitario Guastalla.

Sanità e welfare sono considerati fattori strategici per la competitività del territorio, richiedendo un approccio integrato con istruzione, trasporti e politiche sociali. Le criticità principali riguardano carenza di risorse e professionisti, bisogni sociosanitari in rapida evoluzione, vincoli normativi e frammentazione dei servizi. Il capitale sociale locale, fatto di volontariato e terzo settore, è una leva da valorizzare per innovare il welfare. Il Tavolo propone tre azioni: rafforzare le Case di Comunità, coinvolgere i giovani nel volontariato con modelli flessibili e promuovere l’inclusione femminile. L’obiettivo è costruire un sistema integrato e collaborativo che curi, includa e innovi.

Per il tavolo Politiche abitative e accoglienza, Luciano Parmiggiani Responsabile servizio sociale integrato Unione Pianura reggiana.

La pianura reggiana conta circa 130.000 abitanti, con una lieve crescita dovuta al saldo migratorio positivo, mentre quello naturale resta negativo. L’economia è basata su manifattura, trasformazione e agricoltura di qualità, con prodotti Dop e Igp. Il tasso di occupazione è alto, soprattutto maschile, con forte richiesta di profili medio-bassi e significativa presenza di lavoratori stranieri (12,9% della popolazione). Molte famiglie, spesso numerose e con risorse limitate, cercano abitazioni in locazione, generando mobilità territoriale; la domanda riguarda anche professionisti di medio reddito. Criticità: carenza di trasporto pubblico orizzontale, patrimonio edilizio pubblico insufficiente e inadeguato, mancato rifinanziamento del Fondo affitti. Il Tavolo propone piani nazionali ed europei per riqualificare alloggi e aumentare l’offerta, oltre a rafforzare l’integrazione tra Comuni. Tra le idee: maggiore attrattività delle garanzie per i proprietari tramite mediazione sociale e sperimentazioni di welfare aziendale che colleghino lavoro e casa. L’obiettivo è rispondere alla domanda abitativa e migliorare la mobilità, favorendo coesione e sviluppo territoriale.

Per il tavolo Industria e sostenibilità, Giampiero Lupatelli economista territoriale.

Tra le considerazioni emerse dagli incontri del tavolo tecnico, vi è quella di provare a creare un nuovo paesaggio industriale improntato alla “bellezza”, ripensando le aree industriali e valorizzandole anche come strumenti di marketing territoriale. La sostenibilità è vista come leva per migliorare performance ambientali ed economiche e per rafforzare l’identità territoriale. Centrale il tema delle esternalità: il dinamismo produttivo richiede infrastrutture sociali adeguate per abitazioni, trasporto e educazione. È emersa la necessità di investire sul capitale umano e sociale, con proposte come l’Academy di Filiera per la formazione tecnica superiore e il potenziamento del progetto Spazio Donna per l’inclusione femminile e una sua maggiore occupazione. Inoltre, si è sottolineata l’urgenza di politiche abitative innovative, con il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato e il coinvolgimento di risorse pubbliche e private. L’obiettivo è garantire funzionalità e qualità al mercato del lavoro attraverso azioni integrate e sostenibili.

Per il tavolo Agroalimentare, Arianna Pignagnoli ricercatrice CRPA.

Il lavoro prodotto fin qui dal tavolo si è concentrato su ipotesi progettuali per la prossima programmazione europea e regionale. È stata evidenziata la competitività e la sostenibilità del sistema agroalimentare locale, che spinge a riflettere sulle esternalità sociali, come abitazione e trasporto per i lavoratori. Il trasporto pubblico inadeguato, infatti, in aree a bassa densità e con rischio di lavoro irregolare, richiede soluzioni mirate. Si è discusso anche di attrattività turistica legata alla qualità agroalimentare, ma con difficoltà nel definire un emblema unico per l’identità territoriale. È emersa la necessità di una narrazione condivisa per promuovere il territorio e trasformare l’attenzione in opportunità economiche. Il Patto Pianura è visto come primo passo verso questa direzione.

Per il tavolo Infrastrutture e mobilità, Cecilia Rossi Direttrice agenzia mobilità Reggio Emilia.

Lo sviluppo industriale ha trasformato la pianura reggiana da un modello centrato su Reggio Emilia a un sistema policentrico di centri interconnessi lungo gli assi viari. Tuttavia, il trasporto pubblico locale (TPL) è rimasto radiale verso il capoluogo, risultando inadeguato alle nuove esigenze di mobilità. Nei tavoli di confronto sono emerse criticità su trasporto, connettività dei poli industriali e infrastrutture, ma anche proposte progettuali. Il Patto Pianura punta a creare connessioni trasversali tra i centri, ripensare i nodi di interscambio come “centri di mobilità” integrati e sostenibili, e migliorare l’accessibilità al sistema produttivo distribuito. Si è sottolineata l’importanza di potenziare le infrastrutture verso i poli industriali e introdurre pratiche di mobility management per spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, estendendole alle reti urbane diffuse. La pianura reggiana è dinamica e richiede modelli coordinati e sostenibili, non interventi spot. Il Patto promuove una strategia condivisa tra comuni per una mobilità integrata e competitiva.

Le conclusioni del Sindaco di Guastalla, nonché coordinatore della Cabina di regia del Patto, Paolo Dallasta.

Si conclude la prima fase del Patto Pianura dopo sei mesi di lavoro e ascolto su sei tavoli tematici, favorendo il dialogo tra attori diversi. Ora serve individuare elementi comuni e parole chiave per costruire il patto vero e proprio. Gli obiettivi che abbiamo di fronte sono: unire i territori, superare confini amministrativi e spostare gli equilibri decisionali a livello sovralocale. Va cambiata la narrazione: non solo territorio turistico, ma area sviluppata e avanzata. La pianura reggiana è unica per il mix di valori culturali, economici, ambientali e industriali.

Le parole chiave di questo percorso: diritto alla casa, formazione come “investimento generativo”, sanità e welfare integrati, mobilità e infrastrutture. Nei prossimi mesi si dovranno tradurre gli input in proposte politiche, puntando sulla co-progettazione e anticipando la programmazione dei fondi europei 2028-2034.

Serve una visione di lungo periodo, i Sindaci devono guardare oltre il presente, valorizzando la collaborazione istituzionale e la storia pionieristica del territorio.